Stuart Gordon (Chicago, 11 agosto 1947) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.
La prima volta non si scorda mai. Questa frase piuttosto banale che spesso ci sentiamo dire nella nostra vita, è decisamente calzante nel descrivere il primo, felicissimo incontro artistico fra Brian Yuzna e Stuart Gordon, rispettivamente produttore e regista di questo gioiellino targato Empire. Il "matrimonio", avvenuto nel 1985, ha dato vita ad uno degli assoluti Cult Movie degli ultimi vent'anni, il primo di una serie di titoli incentrati sulle storie dello scrittore Howard Philip Lovecraft - vera e propria ossessione cinematografica di Gordon - e probabilmente il migliore fra quelli realizzati.Re-Animator è semplicemente grande. Ha tutto quello che un horror relativamente low-budget deve avere: poche pretese, ma mirate; nessuna presunzione; nessun calo di tono. È incredibile come scorrano piacevolmente in fretta i minuti davanti alle folli imprese del dottor Herbert West.Liberamente tratto dal racconto del 1922 intitolato Herbert West, Rianimatore, il prologo del film è di per sé un piccolo capolavoro: urla strazianti si propagano per i corridoi di un centro di ricerche mediche svizzero. Un donnone vestito da infermiera e due poliziotti si dirigono verso quelle grida, giungendo di fronte alla porta del laboratorio del dottor Gruber, trovandola però chiusa dall’interno. Intanto le grida continuano, più dolorose di prima, cosicché i due poliziotti sfondano la porta. La scena che gli si presenta è questa: la fonte di tanto insopportabile dolore è lo stesso Gruber, steso a terra, con la faccia coperta di sangue. Al sua fianco c’è Herbert West, giovane allievo di Gruber, con una megasiringa in mano. Preso di forza dai poliziotti, West non può che assistere alla morte del suo mentore, accompagnata da una (dis)gustosa esplosione degli occhi. L’infermiera sconvolta grida ed accusa il giovane di aver ucciso il dottore. Primo piano sul volto sudato ed allucinato di West, che afferma: “No! Io gli ho ridato la vita!â€. Stacco sui titoli di testa. Un motivetto maligno, beffardo ci introduce al film; sembra quasi avvertirci: “Preparatevi…â€.
Il resto del film si svolge negli Stati Uniti, in un'università di medicina del Massachussets, dove West è riuscito a rintanarsi. Scopriamo così che il giovane medico, portando avanti gli studi del dottor Gruber, è riuscito a sintetizzare una sostanza che riporta in vita i morti; non è ancora riuscito però ad eliminarne dei fastidiosi effetti collaterali. Le cavie infatti risorgono completamente impazzite, in preda ad un furore omicida, senza una minima coscienza di sè o un minimo ricordo.
West coinvolge nei suoi esperimenti anche il coinquilino Dan con la sua fidanzata Meg. Una serie di malaugurati eventi portano alla morte del rettore dell’università , nonché padre di Meg, e West non esita un attimo a testare una dose del suo siero miracoloso su un cadavere fresco: niente da fare. Gli effetti collaterali persistono.
Scoperto da un cinico professore, il dottor Hill, che lo aveva malvisto sin dal suo ingresso alla facoltà , West si vede costretto ad assassinarlo per preservare la sua scoperta; ma il richiamo della scienza è troppo forte, così inietta il siero anche alla sua vittima. Questa volta il risorto sembra essere perfettamente normale nei ragionamenti, lucido, sembra conservare i tratti principali del proprio carattere…ma la non-morte gli dà alla testa (fra l’altro, staccata dal corpo) e Hill si sente così legittimato alle peggiori nefandezze. Dan e West sprofondano così in un incubo senza ritorno, fino all’ovvio scontro finale fra un’orda di zombi inferociti, capeggiati da Hill, e i due giovani.
Dove sta la grande forza di questo film, apparentemente poco originale? Proprio nella sua semplicità e nel non prendersi mai troppo sul serio senza che ciò ridicolizzi l’intera pellicola. La storia è ricca di momenti macabramente spassosi, come il dialogo fra West e la sola testa del professor Hill o il cadavere, sempre di Hill, che se ne va in giro con la testa in un vassoio sbattendo da tutte le parti.
ottimi effetti splatter (beh, a parte il gatto-zombie, che più manichino di così si muore) ed i trucchi di cui la pellicola è particolarmente ricca; spettacolare la scena finale in cui l’intestino di Hill prende vita per strangolare West e la già citata testa parlante nel vassoio che è di per se un ‘effetto piuttosto semplice, qui reso con abilità e realismo.
In conclusione, Re-animator rasenta la perfezione nel suo genere. Non a caso o a torto è diventato il film più rappresentativo sia di Stuart Gordon che della defunta Empire; si può toccare con mano la passione ed il divertimento con cui tutti hanno girato e curato la pellicola dando il massimo in ogni istante.
La prima volta non si scorda mai. Questa frase piuttosto banale che spesso ci sentiamo dire nella nostra vita, è decisamente calzante nel descrivere il primo, felicissimo incontro artistico fra Brian Yuzna e Stuart Gordon, rispettivamente produttore e regista di questo gioiellino targato Empire. Il "matrimonio", avvenuto nel 1985, ha dato vita ad uno degli assoluti Cult Movie degli ultimi vent'anni, il primo di una serie di titoli incentrati sulle storie dello scrittore Howard Philip Lovecraft - vera e propria ossessione cinematografica di Gordon - e probabilmente il migliore fra quelli realizzati.Re-Animator è semplicemente grande. Ha tutto quello che un horror relativamente low-budget deve avere: poche pretese, ma mirate; nessuna presunzione; nessun calo di tono. È incredibile come scorrano piacevolmente in fretta i minuti davanti alle folli imprese del dottor Herbert West.Liberamente tratto dal racconto del 1922 intitolato Herbert West, Rianimatore, il prologo del film è di per sé un piccolo capolavoro: urla strazianti si propagano per i corridoi di un centro di ricerche mediche svizzero. Un donnone vestito da infermiera e due poliziotti si dirigono verso quelle grida, giungendo di fronte alla porta del laboratorio del dottor Gruber, trovandola però chiusa dall’interno. Intanto le grida continuano, più dolorose di prima, cosicché i due poliziotti sfondano la porta. La scena che gli si presenta è questa: la fonte di tanto insopportabile dolore è lo stesso Gruber, steso a terra, con la faccia coperta di sangue. Al sua fianco c’è Herbert West, giovane allievo di Gruber, con una megasiringa in mano. Preso di forza dai poliziotti, West non può che assistere alla morte del suo mentore, accompagnata da una (dis)gustosa esplosione degli occhi. L’infermiera sconvolta grida ed accusa il giovane di aver ucciso il dottore. Primo piano sul volto sudato ed allucinato di West, che afferma: “No! Io gli ho ridato la vita!â€. Stacco sui titoli di testa. Un motivetto maligno, beffardo ci introduce al film; sembra quasi avvertirci: “Preparatevi…â€.
Il resto del film si svolge negli Stati Uniti, in un'università di medicina del Massachussets, dove West è riuscito a rintanarsi. Scopriamo così che il giovane medico, portando avanti gli studi del dottor Gruber, è riuscito a sintetizzare una sostanza che riporta in vita i morti; non è ancora riuscito però ad eliminarne dei fastidiosi effetti collaterali. Le cavie infatti risorgono completamente impazzite, in preda ad un furore omicida, senza una minima coscienza di sè o un minimo ricordo.
West coinvolge nei suoi esperimenti anche il coinquilino Dan con la sua fidanzata Meg. Una serie di malaugurati eventi portano alla morte del rettore dell’università , nonché padre di Meg, e West non esita un attimo a testare una dose del suo siero miracoloso su un cadavere fresco: niente da fare. Gli effetti collaterali persistono.
Scoperto da un cinico professore, il dottor Hill, che lo aveva malvisto sin dal suo ingresso alla facoltà , West si vede costretto ad assassinarlo per preservare la sua scoperta; ma il richiamo della scienza è troppo forte, così inietta il siero anche alla sua vittima. Questa volta il risorto sembra essere perfettamente normale nei ragionamenti, lucido, sembra conservare i tratti principali del proprio carattere…ma la non-morte gli dà alla testa (fra l’altro, staccata dal corpo) e Hill si sente così legittimato alle peggiori nefandezze. Dan e West sprofondano così in un incubo senza ritorno, fino all’ovvio scontro finale fra un’orda di zombi inferociti, capeggiati da Hill, e i due giovani.
Dove sta la grande forza di questo film, apparentemente poco originale? Proprio nella sua semplicità e nel non prendersi mai troppo sul serio senza che ciò ridicolizzi l’intera pellicola. La storia è ricca di momenti macabramente spassosi, come il dialogo fra West e la sola testa del professor Hill o il cadavere, sempre di Hill, che se ne va in giro con la testa in un vassoio sbattendo da tutte le parti.
ottimi effetti splatter (beh, a parte il gatto-zombie, che più manichino di così si muore) ed i trucchi di cui la pellicola è particolarmente ricca; spettacolare la scena finale in cui l’intestino di Hill prende vita per strangolare West e la già citata testa parlante nel vassoio che è di per se un ‘effetto piuttosto semplice, qui reso con abilità e realismo.
In conclusione, Re-animator rasenta la perfezione nel suo genere. Non a caso o a torto è diventato il film più rappresentativo sia di Stuart Gordon che della defunta Empire; si può toccare con mano la passione ed il divertimento con cui tutti hanno girato e curato la pellicola dando il massimo in ogni istante.

netto
luce_pdk_
PS:net ho capito che adesso sai fare qwella faccina ma puoi invertarne anche altre...
netto
BastArdo
granmasterchef
Poi dici no lo sgombro e pesante, i delfini si pero'!?!?!?
luce_pdk_
BastArdo
luce_pdk_
granmasterchef
Mado' come facciamo a spiegare a Ardo che i delfini nei panini non si possono mangiare !?!?!?